LA CALCE

I QUATTRO ELEMENTI DELLA CALCE.
C’è del magico nel cogliere un sasso dalla Terra,
demolirlo col Fuoco, modellarlo con l’Acqua secondo arte e ingegno,
e riottenerlo solido e tenace come in origine sotto l’influsso dell’Aria:
una pratica costruttiva e una filosofia antica quanto l’uomo.

Empedocle (482-426 a.C.) Il ciclo di lavorazione della calce, tratto dal “Della Natura”.

La magia della calce nasce da una pietra. La Terra è la fonte di questo materiale
totalmente naturale, a cui dona vitali caratteristiche minerali, rendendolo completamente atossico, garante
della traspirabilità, nemico di umidità
e muffe e facile da lavorare.

terra

È poi il Fuoco che si fa carico
della trasformazione più importante.
I ciottoli, posti nella fornace alimentata
con segatura di legno vergine, sono portati a una temperatura di circa 900°.
Questa “cottura dolce”, mantenuta
per sette giorni, fa perdere al sasso l’anidride carbonica, trasformandolo in ossido di calcio, la “calce viva”.

fuoco

È però solo quando il sasso cotto
si tuffa nell’Acqua che si ottiene
la “calce spenta”: il grassello di calce,
una pasta bianchissima che viene
lasciata maturare per lunghi mesi
in grandi vasche, secondo un metodo
già noto ad Andrea Palladio e descritto
ne “I quattro libri dell’Architettura”.

acqua

Il ciclo della calce si conclude solo grazie all’azione dell’Aria, quando il grassello,
riassorbendo l’anidride carbonica presente nell’atmosfera, reagisce tornando a essere solido e tenace come quel sasso che era in origine, con una nuova vita.

aria